Tassi di interesse sui mutui e sui prestiti. Attenti all’usura, spesso non si conoscono i tassi massimi

Quando si accende un mutuo o un prestito va da se, lo sanno tutti, che sulla somma ottenuta viene applicato un tasso di interesse che corrisponde al guadagno dell’Istituto che eroga la somma più la copertura di spese sostenute dallo stesso. La Banca d’Italia vigila affinché non vi siano situazioni di eccessivo vantaggio a spese dei debitori che assumono il nome di Usura. Spesso questo termine viene associato a loschi figuri che anche attraverso intimidazioni ottengono il sangue dalle rape o mettono in atto comportamenti criminali veri e propri per avere ciò che vogliono.

E’ un’immagine tristemente vera ma può anche capitare che l’usuraio vesta elegantemente i panni di un operatore finanziario in piena regola. Ecco, allora che come consumatori dobbiamo essere attenti e informati. La Banca d’Italia, per legge, trimestralmente stabilisce quello che è il limite del tasso di interesse affinché non venga considerato usuraio. In caso accada, l’utente si può rivolgere alle autorità, prima fra tutte la Guardia di Finanza per vedersi tutelato.

Per i mutui nel trimestre in corso, fino al 30 settembre, il tasso usuraio è determinato superiore a 7,975% per i tassi fissi e7,25 per quelli variabili. Per i prestiti personali, invece, il limite è del 17,2375%. Questi dati si riferiscono al TAEG. Come si può notare i tassi relativi ai mutui sono ampiamente distanti da quelli medi praticati ma per i prestiti, non lo sono altrettanto.