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Messina
Raggirava i clienti: arrestato un avvocato messinese di 36 anni
marcello mangraviti
(11/03/2010) -

Dopo una complessa ed articolata attività d'indagine condotta dalla Questura di Messina e coordinata dai Sostituti Procuratori della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Dott. V. Cefalo e D.ssa Liliana Todaro, questa mattina è stato arrestato, in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Gip presso il locale tribunale Dr. Antonino Genovese, il 36enne Marcello Mangraviti, nato a Napoli ma residente a Messina, in via S. Giovanni di Malta.

Marcello Mangraviti è un avvocato ed è ritenuto responsabile di tentata violenza privata nei confronti di un docente universitario della Facoltà di Ingegneria, commessa tramite minacce telefoniche. Inoltre è responsabile di calunnia aggravata commessa attraverso ripetute segnalazioni telefoniche fatte ai centralini delle Forze dell'ordine, nei confronti di più persone accusate, falsamente, di detenzione di armi e sostanze stupefacenti.

Ma non è finita qui, all'avvocato è stato attribuito anche il reato di millantato credito ed inoltre truffa aggravata per aver fatto credere alle vittime l'esistenza a loro carico di precedenti penali, per trarne un ingiusto profitto, consistito nell'aver percepito, in più soluzioni, 150 mila euro a fronte di inesistenti prestazioni professionali. Ultimo reato, falsità materiale in atto pubblico e uso di atto falso commessi per realizzare la condotta truffaldina.

Il movente della gravi minacce, consumate tra il 26 ottobre ed il 16 novembre del 2008, è risultato essere riconducibile al tentativo di intimidire il docente universitario per indurlo a far superare un esame al proprio amico ed assistito, residente a Messina, ma originario della provincia di Catania, studente laureando fuori corso presso la Facoltà di Ingegneria, ritenuto comunque estraneo ai fatti.

Il giovane infatti, bocciato diverse volte in precedenti sessioni d'esame, si era rivolto a Mangraviti per ottenere una "raccomandazione" in vista di un appello imminente. Dopo aver inutilmente cercato, attraverso le proprie amicizie in ambito universitario, di ottenere quanto richiestogli dall'amico-cliente avrebbe, all'insaputa di quest'ultimo, tentato di raggiungere lo stesso risultato intimidendo e minacciando telefonicamente il professore. Tutto questo per consolidare la propria posizione di influenza nei confronti dell'amico e di poter così continuare a ricavare ingiusti profitti di natura economica in danno dello stesso e dei familiari.

Grazie ad altri accertamenti, è emerso che l'arrestato, approfittando della sua posizione di legale di fiducia della famiglia dello studente, nell'ambito di vari procedimenti giudiziari pendenti in sede civile, nel giugno del 2008, aveva ideato e realizzato un gravissimo raggiro in danno degli stessi, creando artificiosamente e recapitando presso il loro domicilio, in un comune della provincia di Catania, un falso "Avviso di garanzia" emesso dalla Procura della Repubblica di Messina, nell'ambito di un inesistente procedimento penale, denominato "Operazione 13+1", nel quale la sorella dello studente risultava essere indagata e sottoposta a procedimento penale perchè ritenuta responsabile di associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L'inconsapevole vittima del gravissimo raggiro, come accertato nel corso delle indagini, ancora ignara di quanto il Mangraviti stava architettando, si era immediatamente rivolta allo stesso, conferendogli l'incarico di difensore di fiducia. Dunque a Mangraviti, tra il giugno e il dicembre del 2008, la famiglia della ragazza aveva dovuto periodicamente corrispondere somme di denaro, complessivamente ammontanti a circa 27 mila euro, quali parcele per asserite prestazioni professionali effettuate nell'ambito del falso procedimento.

Il monitoraggio e l'analisi dei tabulati telefonici delle utenze, anche pubbliche, utilizzate dall'autore delle minacce al docente universitario, acquisiti nel corso delle indagini, hanno fatto emergere l'esistenza di ulteriori elementi di responsabilità in ordine ai reati contestati, a carico dell'avvocato Mangraviti, commessi per telefono, per biasimevoli motivi, dall'aprile del 2006 al novembre del 2008. Infatti gli elementi acquisiti hanno fatto ricadere delle responsabilità a carico del professionista, per i reati di calunnia aggravata in danno di altrettanti suoi amici e conoscenti, con i quali aveva motivi di risentimento, commessi mediante infondate segnalazioni telefoniche anonime alle Forze di Polizia di Messina, che avevano determinato, altrettante perquisizioni domiciliari con esito negativo, finalizzate al ritrovamento di droga.

L'attività investigativa condotta dalla Digos, è stata riassunta in un'articolata informativa, a seguito della quale, il Sostituto procuratore, Dr. Cefalo, accogliendo pienamente le risultanze investigative prodotte, ha presentato la richiesta di custodia cautelare al Gip che, ritenuti sussistenti i presupposti, emetteva Ordinanza di custodia cautelare, disponendo gli arresti domiciliari a carico dell'avvocato Mangraviti.

Sono tuttora in corso le perquisizioni, finalizzate al sequestro di materiale ritenuto utile ai fini probatori, svolte alla presenza del Sostituto Procuratore D.ssa Liliana Todaro, degli studi dove prestano la propria attività professionale l'avvocato Mangraviti e l'altro legale sottoposto ad indagine limitatamente alla truffa del falso procedimento penale.

Orazio Bonfiglio

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