(02/04/2009) -
Che siamo fedigrafi lo sappiamo. Che il nostro spasimante lo troviamo spesso nel vicino di scrivania è una storia nota. Ma che addirittura, il 7% dei tradimenti è di tipo omosessuale è un tassello che ci mancava. A comunicare la nuova "chicca" sull'allegria dei matrimoni è l'associazione degli Avvocati Matrimonialisti.
L'intraprendenza dovuta all'evoluzione dei tempi, nel corso degli anni, ha notevolmente fatto schizzare verso l'alto l'indice dei tradimenti in Italia. Tra i principali accusati c'è la chat che, a volte, ha dei risvolti drammatici (si vede l'omicidio di pochi giorni fa a Catania). Ma è proprio la chat che consente di tradire il proprio coniuge senza rimorsi di coscienza: nessuno sa, nessuno (s)parla e tutti siamo contenti.
Da un'indagine condotta dal centro studi dell'Ami (assoavvocati matrimonialisti) emerge come un matrimonio su due è infedele. Nel 60% dei casi le infedeltà avvengono con i propri colleghi di lavoro. Nel 40%, invece, i tradimenti avvengono grazie alla chat o mediante incontri occasionali.
Per gli uomini, la consolazione è che le donne si danno da fare e anche in questo punto stanno raggiungendo la parità (55% a 45%). Ma la vera novità consiste non più nei tradimenti eterosessuali, diventati ormai routine, ma nei tradimenti omosessuali e che sono diventati causa di separazione.
Le reazioni dopo la scoperta? Certamente sbigottimento, incredulità, delusione , ma anche vergogna e per certi versi impotenza perchè non ci si aspetta mai di doversi confrontare con un amante omosessuale. Per rendere meglio l'idea andate a riguardare il film di Francesco Nuti, "Io amo Andrea" del 2000. Anche la Cassazione, con la sentenza n. 7207/09, ha equiparato, in termini di gravità, la relazione extraconiugale omosessuale a quella eterosessuale, addebitando la separazione ad un marito che aveva tradito la moglie con un altro uomo.
Orazio Bonfiglio