Hanno un valore di oltre 20 milioni di euro i beni confiscati oggi dalla Squadra Mobile peloritana al clan Mangialupi. Secondo le indagini della Dda, il potente clan, collegato alla ‘ndrangheta calabrese, riciclava i proventi delle attività illecite attraverso la partecipazione alle aste giudiziarie offrendo perfino il doppio rispetto alla base d’asta. Per l’intestazione dei beni immobili avrebbe poi utilizzato parenti e prestanome.

Tra i beni confiscati, vi sono 25 unità immobiliari, 5 terreni, un supermarket, 15 veicoli, i patrimoni aziendali di due società operanti nel terziario, numerosi rapporti bancari e la somma di oltre un milione di euro.

Il provvedimento è in attuazione del decreto di confisca emesso dal Tribunale di Messina il 16 settembre 2009 nei confronti di Salvatore (nato nel 1953), Giovanni (1960), Antonino (1957), Alfredo (1965) e Franco (1971) Trovato. Tutti appartenenti al clan mafioso “Mangialupi”.

Orazio Bonfiglio